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Liceo Classico Seraphicum partecipa al 53° Festival del Teatro Greco di Siracusa

Racconto del viaggio alla scoperta delle rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa 2017.

Con molto entusiasmo, quest’anno scolastico 2016/2017, alcuni studenti del nostro il Liceo Classico hanno vissuto l’incredibile esperienza di vedere rappresentate due delle più importanti tragedie dell’età Classica, nella cornice mozzafiato del teatro antico di Siracusa (V sec. A.C.) in occasione del 53° Festival del Teatro Greco promosso e organizzato dalla Fondazione INDA.

Alcuni degli alunni del 4° e del 5° Liceo Classico, accompagnati dalle professoresse di lingua e letteratura greca, si sono ritrovati, nella prima serata, nella rappresentazione delle Fenicie di Euripide, iniziata nel tardo pomeriggio, con il sole e conclusasi al tramonto. L’impatto con la scenografia antica è stato per tutti fonte di emozione, stupore e inattesa curiosità.

I Fenicie, Euripide. Prima serata

II Fenicie, Euripide.

La serata successiva è stata caratterizzata da una forte curiosità con adrenalina spropositata per la seconda rappresentazione. L’attesa è stata ripagata da una scenografia suggestiva e fedele che ha ipnoticamente  trasportare il pubblico nell’antichità.

III Sette contro Tebe, Eschilo. Seconda serata

IV Sette contro Tebe, Eschilo.

V Studenti 

Durante il giorno, lunghe passeggiate hanno dato la possibilità di respirare l’aria della Trinacria, attraversando Ortigia in sprazzi caratteristici, colmando curiosità artistiche ed architettoniche.

VI Teatro di Apollo

VII Mercato di Ortigia

VIII Fonte Aretusa


IX Castello Maniace

X Ortigia

Prima del ritorno a Roma, il richiamo del mare è stato irresistibile ed infatti abbiamo ceduto.

 

Il bilancio di questa esperienza ha un risultato superiore della somma delle singole parti: i ragazzi si sono confrontati tra di loro ed hanno vissuto la storia sia in rappresentazioni teatrali, sia nell’antico respiro di una città mitica. L’immersione in un’aura di cui avevano solo sentito parlare  ha trasformato gli alunni stessi in uomini e donne, coscienti e maturi, per niente protesi verso l’esagerazione e la contraddizione alle regole. La sete di cultura ha dissetato i ragazzi al punto che tutti gli aspetti sociali si sono dimostrati impeccabili, degni di nota.

 

 

 

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